Quante e quali sono le classificazioni dei rifiuti?

Rifiuti urbani, speciali, pericolosi. Ma nello specifico, quante e quali sono le classificazioni dei rifiuti? Partiamo dall'inizio, chiarendo cosa sia un rifiuto: sostanze e oggetti che “derivano da attività umane o da cicli naturali" di cui il detentore si disfa, o decide di disfarsene. A seconda della loro origine, stando alle specifiche del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, i rifiuti vengono classificati in urbani e speciali. A seconda delle loro caratteristiche, invece, vengono classificati in pericolosi e non pericolosi.

Tralasciando il capitolo dedicato ai rifiuti urbani, cerchiamo di capire meglio cosa significhi rifiuto speciale e pericoloso.

I rifiuti speciali possono essere classificati in: rifiuti da lavorazione industriale e da attività commerciali; rifiuti derivanti da attività di recupero e smaltimento degli stessi, come i fanghi prodotti in seguito al trattamento delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento di fumi; rifiuti derivanti da attività sanitarie; in ogni caso di rifiuti che abbiano origine da un’attività produttiva.

Tra i rifiuti pericolosi distinguiamo i rifiuti urbani pericolosi (RUP) e rifiuti speciali pericolosi. Nella prima categoria rientrano rifiuti che, pur avendo un'origine civile, contengono al loro interno sostanze pericolose. Nella seconda, tutti quei rifiuti “generati dalle attività produttive che contengono al loro interno un'elevata dose di sostanze inquinanti”.

Selin srl nasce nel 1992 occupandosi fin dall'inizio di raccolta e gestione di rifiuti informatici e farmaceutici. Oggi, dopo quasi trent'anni di attività, ottemperiamo alla raccolta, gestione e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

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