Rifiuti settore edilizia: Rapporto ISPRA 2019

Il Rapporto Rifiuti Speciali 2019 elaborato dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) un mese fa, ha riportato dei dati sempre più decisivi per quanto riguarda la produzione dei rifiuti speciali in Italia.

La ricerca si basa su una complessa operazione di raccolta ed elaborazione dei dati di gestione e produzione dei rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a livello nazionale, regionale e provinciale. Il rapporto del 2019, giunto alla 18esima edizione, riporta i dati inerenti all’anno 2017.

La situazione italiana

Ciò che è emerso sulla situazione italiana ha portato ancora una volta all’aumento della produzione dei rifiuti speciali. Rispetto al 2016 infatti, è stata rilevata una crescita del 3,1%, con un numero complessivo di 140 milioni di tonnellate prodotte nel 2017.

C’è da dire però che l’aumento rilevato si concentra maggiormente nella generazione di rifiuti speciali non pericolosi. Quelli pericolosi infatti, si mantengono piuttosto stabili rispetto all’anno precedente, con un +0,6%, che rileva comunque una produttività di 60 mila tonnellate.

Per quanto riguarda la gestione e il riciclo di questi rifiuti invece, l’Italia dimostra una capacità da leader nel settore. C’è infatti un +7,7% per quanto riguarda il recupero dei materiali prodotti dai rifiuti speciali, mentre si rileva una diminuzione dell’8,4% di quelli destinati allo smaltimento.

In Italia ci sono 4.597 impianti che si occupano del recupero di questi materiali, e riescono a riciclare il 20% del totale dei rifiuti speciali a livello nazionale. Più di 20 tonnellate dei materiali si riutilizzano nelle aziende industriali.

Il settore edilizio è il maggior produttore

La produzione maggiore di rifiuti speciali viene generata dalle costruzioni e dalle demolizioni del settore edilizio, che generano materiali inorganici, come calcinacci, macerie, cemento, ecc. Questa categoria raggiunge da sola nel 2017 più di 57 milioni di tonnellate di rifiuti speciali all’anno, ovvero il 41% del totale complessivo. Per quanto riguarda il loro riutilizzo, questi solitamente diventano sottofondi o rilevati stradali.

A livello geografico, si stima che le regioni del Nord Italia abbiano prodotto la maggior parte dei rifiuti speciali, il 58,3% del totale. La Lombardia è la prima in assoluto, con 30,8 milioni di tonnellate, seguita dal Veneto che è responsabile della produzione di 15,1 milioni. Al terzo posto troviamo l’Emilia Romagna, con 13,7 milioni di tonnellate.

C’è da dire che la Lombardia da sola produce quasi lo stesso numero di rifiuti speciali che si genera in tutto il Sud Italia, ovvero 33 milioni di tonnellate. Se parliamo invece delle regioni del Centro, otteniamo importi nettamente inferiori. Qui infatti nel 2017 sono state prodotte 18 milioni di tonnellate.

(fonte edilizia.com)

 

 

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