CARTUCCE E TONER ESAURITI. SONO RIFIUTI SPECIALI: COME SMALTIRLI

Lo smaltimento di cartucce e toner richiede particolare attenzione. Una volta esauriti, giuridicamente si qualificano come “Rifiuti speciali” e possono essere distinti in pericolosi o non, a seconda della loro composizione e di un codice identificativo segnalato dal produttore per ogni macchina d’ufficio.

In gergo tecnico vengono chiamati “esausti da stampa”, e devono essere recuperati o smaltiti.
Il decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006, recante “Norme in materia ambientale”, successivamente modificato dal decreto legislativo 205/2010, stabilisce che tutte le aziende e i possessori di partita Iva devono smaltirli correttamente: è una disposizione di legge e ne hanno la piena responsabilità. Infatti, se i privati cittadini hanno l’obbligo, all’interno della più generale normativa nazionale sulla raccolta differenziata, di conferire i toner esausti negli specifici punti di raccolta predisposti dai Comuni o portarli in quei negozi che consentono di consegnare le vecchie cartucce e comprarne di nuove, per le ditte e gli studi professionisti è stabilito un iter particolare da adempiere.

I rifiuti speciali devono essere correttamente gestiti attraverso aziende che si occupano, per i propri clienti, dell’intero ciclo di gestione, curandone direttamente la raccolta, il trasporto e il recupero o lo smaltimento.

In caso di controllo, le imprese e i professionisti devono dimostrare di aver provveduto alla corretta gestione dei rifiuti, raggruppandoli alla propria sede in appositi ecobox per un periodo massimo di 12 mesi oltre i quali scattano gli obblighi di smaltimento. Il mancato adempimento di ciò che è previsto dalla legge in materia comporta onerose sanzioni amministrative di carattere pecuniario da 1.600 a 15.500 euro per rifiuti non pericolosi e da 15.500 a 93mila euro per i rifiuti pericolosi, ma anche sanzioni penali a carico del responsabile legale dell’azienda, che verrà sottoposto a processo penale e, in caso di reato comprovato, condannato a un periodo di sospensione della carica da un mese a un anno.

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