Sicurezza sul lavoro. Decreto 81: entrato in vigore il decreto di attuazione della direttiva 2017/2398

Perché la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori sia effettiva è necessario che per alcuni rischi, come ad esempio il rischio relativo all’esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni, ci sia una costante evoluzione delle conoscenze, delle norme e delle strategie di prevenzione.

Decreto legislativo 1 giugno 2020, n. 44 recante “Attuazione della direttiva (UE) 2017/2398 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2004/37/CE del Consiglio, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro”.

Il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 9 giugno, recepisce la prima di varie direttive in materia di rischi cancerogeni (n. 2398/2017, n. 130/2019, n. 983/2019) ed entra in vigore dal 24 giugno 2020.

Le indicazioni della direttiva europea 2017/2398

La Direttiva 2017/2398 del parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2017modifica la direttiva UE 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Si indica che i valori limite di esposizione professionale vincolanti, stabiliti sulla base delle informazioni disponibili, compresi i dati scientifici e tecnici, la fattibilità economica, una valutazione approfondita dell’impatto socio-economico e la disponibilità di protocolli e tecniche di misurazione dell’esposizione sul luogo di lavoro, sono elementi importanti delle modalità generali di protezione dei lavoratori istituite dalle direttive.
Tuttavia i valori limite fissati dalla presente direttiva, come indicato nella premessa, “dovrebbero essere rivisti ove necessario alla luce delle informazioni disponibili, compresi i nuovi dati scientifici e tecnici e le migliori prassi, le tecniche e i protocolli basati su dati concreti per la misurazione del livello di esposizione sul luogo di lavoro. Se possibile, tali informazioni dovrebbero includere dati sui rischi residui per la salute dei lavoratori e pareri del comitato scientifico per i limiti dell’esposizione professionale agli agenti chimici (SCOEL) e dell’ACSH”.

Si indica poi che in mancanza di dati coerenti sull’esposizione alle sostanze “è necessario proteggere i lavoratori esposti o a rischio di esposizione rendendo obbligatoria un’adeguata sorveglianza sanitaria. L’adeguata sorveglianza sanitaria dei lavoratori per i quali la valutazione di cui all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2004/37/CE rivela un rischio per la salute e per la sicurezza dovrebbe pertanto poter proseguire anche al termine dell’esposizione su indicazione del medico o dell’autorità responsabile della sorveglianza sanitaria”.

Il contenuto del nuovo decreto di attuazione della direttiva europea

Veniamo dunque al nuovo decreto di recepimento, il decreto legislativo 1 giugno 2020, n. 44, che viene a modificare il d.l. 81/2008  sia sostituendo il comma 6 dell’art. 242 (Titolo IX Sostanze pericolose, Capo II, Sezione III) relativamente agli accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche, sia sostituendo integralmente l’allegato XLII (Sostanze pericolose – elenco di sostanze, preparati e processi) e l’allegato XLIII (Sostanze pericolose – valori limite di esposizione professionale).
Riguardo alla prima modifica possiamo fare riferimento a quanto indicato nella relazione illustrativa del nuovo decreto.

Si indica che la direttiva 2017/2398, all'articolo 1, prevede la sostituzione dell’articolo 14 della direttiva 2004/37/CE con il seguente: "Gli Stati membri adottano, conformemente alle leggi a alle prassi nazionali, provvedimenti intesi ad assicurare un 'adeguata sorveglianza sanitaria dei lavoratori per i quali la valutazione prevista dall'articolo 3, paragrafo 2, riveli un rischio per la salute o in sicurezza. Il medico o l'autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori può segnalare che la sorveglianza sanitaria debba proseguire al termine dell'esposizione per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato".

Dunque riguardo al D.Lgs. 81/2008 si è ritenuto di “prevedere anzitutto che il medico competente segnala, ove ne ricorrano le condizioni, la necessità che la sorveglianza sanitaria prosegua anche dopo che è cessata l'esposizione per il periodo di tempo che ritiene necessario per proteggere la salute del lavoratore interessato. Inoltre, poichè nell'ordinamento nazionale 'sorveglianza sanitaria' ‘ è, secondo quanta disposto dal d.lgs n. 81 del 2008, quella che ha luogo in costanza di rapporto di lavoro, per recepire compiutamente la direttiva si è ritenuto di dover modificare anche la seconda parte dell'attuale sesto comma dell'articolo 242 che, nel fare riferimento ad un momento successivo alla cessazione dell’attività lavorativa, parla di accertamenti sanitari.

I nuovi allegati XLII e XLIII del D.Lgs. 81/2008

Riprendiamo in conclusione anche il contenuto del nuovo allegato XLII in cui, al punto 6, sono stati inseriti i "lavori comportanti esposizione a polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione".
Rimandiamo, infine alla lettura integrale del nuovo allegato XLIII dove sono inseriti i limiti di esposizione professionale previsti dalla direttiva (UE) 2017/2398.

fonte puntosicuro.it
 

 

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